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I TRAGUARDI TAGLIATI Nel mese di marzo 2007 alcuni nostri amici hanno vissuto la straordinaria esperienza della Maratona di Roma. Leggiamo i commenti raccolti subito dopo la manifestazione... Per vedere le altre foto, vai sul link foto a sinistra!
Da sinistra: PINTO Marcello, CANTORE Filippo, CICCHETTI Angelo, TANFERNA Pasquale, ATTERRATO Massimo
Tra quei 15.187 iscritti alla 13° edizione della Maratona città di Roma, c’erano anche 7 atleti termolesi che hanno rappresentato la nostra città indossando la maglia con lo stemma araldico di Termoli, un castello, il mare e la scritta RUNNERS TERMOLI. Il grande giorno è arrivato, alle ore 08,00 del 18.03.2007 tutto il gruppo è a Roma, a poche centinaia di metri dal Colosseo. Migliaia le persone che dal Vittoriano sono incolonnate ed attendono di accedere ai varchi per i blocchi di partenza. I nostri amici, alcuni dei quali non hanno mai corso la maratona, sono destinati al settore D.E’ l’inferno dei corridori. L’ultimo settore, quello destinato agli atleti che non hanno mai corso la maratona. Ci saranno circa 10.000 persone in quel settore e dopo il via sarà dura riuscire a correre tra tutta quella gente. Alle 9 in punto si parte, l’adrenalina è a mille, una musica assordante che rievoca le gesta degli antichi romani, rimbomba per i Fori Imperiali e si confonde con il rumore di tre elicotteri che ci sorvolano. Il gruppo di amici si sgretola immediatamente per assumere l’impostazione della corsa, ognuno controlla il suo ritmo i suoi battiti. Per percorrere i primi chilometri ci vuole un’eternità ma poi si comincia a sfilare. 3°, 5°, 10°, il sole è sempre più in alto e si comincia a sudare. Si sfiora la Piramide, si attraversa Piazza Navona e poi al 15° si corre verso la Basilica di San Pietro. E’ emozionante, si guarda la finestra del Papa, non si sente parlare nessun corridore, si osserva in silenzio e si sfila come in una processione religiosa. Si arriva ai 21 Km, siamo alla metà, si controllano i tempi e si fa un esame sulle energie residue e sulla proiezione finale. Siamo al 22,5 Km, Foro Italico e una musica “sparata” fa sentire meno la fatica, uno speaker urla “FORZA! FORZA! TUTTA IN DISCESA FINO AL COLOSSEO!!. Subito dopo tra i corridori un signore brizzolato appena superato, legge la scritta sulla maglia e grida “FORZA TERMOLI, SIAMO DI AREZZO E CONOSCIAMO LA VOSTRA CITTA’ PER IL BEL MARE”. Superato il 25° la fatica si fa sentire, un lungo tratto in leggera salita e con il sole che punta dritto in fronte, spezza le illusioni di arrivare fino in fondo con una certa facilità. Il ristoro del 25° è molto ambito, si cerca di prendere sali e qualche spicchio di arancia o limone. Al 28° lo spugnaggio. Per terra c’e’ un tappeto di spugne utilizzate per bagnarsi la fronte e le braccia. Calpestarle è piacevole, attutisce l’impatto con l’asfalto. Si cerca di non pensare alla fatica osservando la bellezza del Tevere e si spera che quel fatidico muro, quella famosa crisi del maratoneta, non arrivi mai. Così facendo si arriva al 35°, Piazza Navona. Si cerca di scambiare qualche parola con altri corridori ma vuoi per la fatica vuoi per la lingua (ci sono tantissimi tedeschi, inglesi, spagnoli) il tutto si limita ad uno scambio di sguardi sofferenti o a un cenno di incoraggiamento reciproco. E’ il 37,5 chilometro, via Del Corso, Piazza di Spagna, sembra un sogno ma non lo è. Non c’e’ più asfalto ma i temuti sampietrini. Per correre, oltre a sopportare la fatica, bisogna guardare per terra. Bisogna cercare l’appoggio migliore. Non ce né uno che sia a livello con l’altro. A quel punto i programmi e le proiezioni cambiano, molti cominciano ad avere l’esaurimento muscolare. Si fermano, creano disagio agli altri corridori. Si cerca di andare avanti stringendo i denti senza pensare a quelle fitte che martellano le anche ad ogni passo. Si svolta per la fontana di Trevi, è una magia, tantissima gente assiepata che incita i corridori e tra le tante una voce piu’ forte delle altre, una donna che si fa sentire “DAI, DAI, TERMOLIIIIII” Non si riesce a capire chi è ma dal tono della voce si intuisce che è molto vicina alla nostra città. 40° Campidoglio, c’e’ gente che cammina, altra che si ferma all’ultimo ristoro prima di affrontare l’ultimo sforzo. La salita che dal Circo Massimo porta fino al Colosseo, sembra non finire mai, la gente incita “E’ FINITA E’ FINITA’”. E’ veramente finita, un enorme cartello si erge ad una decina di metri di altezza, indica il Km 42°. Chi ci riesce spinge fino in fondo con una volata da centometrista e poi è tutto un luccichio di coperte termiche color oro e medaglie che con il sole luccicano ed abbagliano. Molti piangono per la gioia. Questa è la cronaca raccontata dai nostri amici che sono giunti al traguardo con i seguenti tempi: PINTO Marcellino03h32’04” classificatosi 2368°; CANTORE Filippo 03h34’01” classificatosi 2625°; ATTERRATO Massimiliano 03h36’23” classificatosi 2840; GABRIELE Palmino 03h38’44”; CICCHETTI Angelo 03h48’26”; TANFERNA Pasquale 04h30’31”; DI GIROLAMO Ciro 04h33’38”.
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